Il Comitato Regionale Lazio ha diffuso un primo quadro strutturato su tesserati e praticanti. È un segnale positivo, ma le informazioni sul movimento dovrebbero essere pubblicate direttamente dalla FIR, con criteri uniformi e cadenza annuale.
Con la fine di giugno si è conclusa la stagione sportiva 2025/26. A metà mese la FIR aveva anticipato una crescita dell’1% dei tesserati rispetto alla stagione precedente, ma resta ancora da conoscere il quadro completo e definitivo del movimento: non soltanto il numero dei tesserati, ma anche quello dei praticanti, il dettaglio per categorie e l’andamento nei diversi territori.
In questi giorni alcuni Comitati Regionali hanno iniziato a trasmettere dati alle società. Il Comitato Regionale Lazio, in particolare, ha diffuso una presentazione che confronta le stagioni 2024/25 e 2025/26, distinguendo tra tesserati e praticanti e proponendo approfondimenti per categoria e territorio.
Tra i documenti finora esaminati dalla Lega Promozione Rugby, quello del Lazio rappresenta il primo esempio di comunicazione regionale con un minimo di struttura. È un passo positivo verso la trasparenza.
I dati evidenziano una crescita complessiva del movimento laziale: +3,4% tra i tesserati e +3,7% tra i praticanti. La crescita si concentra soprattutto nelle categorie iniziali, mentre emergono maggiori difficoltà nel garantire continuità nel passaggio dall’Under 12 all’Under 14.
Il valore principale di questo lavoro, tuttavia, non sta soltanto nei risultati del Lazio. Sta nel mostrare quanto sarebbe utile disporre delle stesse informazioni per ogni regione e provincia italiana, utilizzando definizioni, criteri e periodi di rilevazione omogenei.
Un quadro ancora frammentario
Il problema è che, al momento, questa comunicazione sembra procedere senza un coordinamento nazionale riconoscibile. Ogni Comitato Regionale si sta muovendo con tempi, formati e livelli di dettaglio differenti; in molte regioni le società non hanno ancora ricevuto nulla, mentre in altre sono stati trasmessi soltanto i dati del singolo club.
Se la FIR ha fornito linee guida comuni, queste non risultano visibili nei materiali diffusi. Ne deriva un quadro frammentario e sostanzialmente affidato all’iniziativa dei singoli Comitati: una modalità poco efficace per dati che dovrebbero invece essere omogenei, confrontabili e disponibili nello stesso momento in tutto il territorio nazionale.
Un compito che dovrebbe essere della FIR
Non dovrebbe essere necessario affidare ai Comitati Regionali il compito di costruire autonomamente queste analisi. La FIR dispone già, attraverso i propri sistemi informativi, dei dati del movimento con il massimo livello di dettaglio.
La soluzione più efficace sarebbe la creazione, all’interno della Federazione, di un ufficio statistico o di un osservatorio permanente sul rugby italiano. La sua funzione dovrebbe essere quella di raccogliere, verificare e pubblicare, al termine di ogni stagione sportiva, un rapporto nazionale accompagnato da schede regionali e provinciali.
Il rapporto dovrebbe distinguere con chiarezza tesserati e praticanti, riportare i dati per categoria e genere e consentire il confronto con le stagioni precedenti. Società, Comitati e Federazione potrebbero così lavorare partendo dalla stessa base informativa e individuare con maggiore precisione punti di forza e criticità.
L’esempio della pallavolo
Non si tratterebbe di una novità nel panorama sportivo italiano. La Federazione Italiana Pallavolo ha avviato un “Osservatorio permanente sulla Pallavolo”, dedicato all’analisi dei dati relativi a società, atleti, operatori, campionati e attività federali.
L’Osservatorio pubblica quaderni digitali di approfondimento. Tra questi figurano un’analisi storica dei tesserati e il rapporto “Tesserati per Regione – Un’analisi statistica”. È un benchmark positivo che dimostra come i dati già disponibili presso una Federazione possano essere trasformati in uno strumento di conoscenza, trasparenza e programmazione per tutto il movimento.
I dati del rugby italiano sono un bene comune. Ogni club deve poter conoscere non soltanto il proprio andamento, già disponibile attraverso il TOL, ma anche quello del territorio e dell’intero sistema.
Il lavoro del Comitato Regionale Lazio è un buon punto di partenza. L’auspicio è che non rimanga un’esperienza isolata e che la FIR assuma direttamente il coordinamento di una pubblicazione statistica nazionale, uniforme e annuale, accessibile a tutte le società.
Fonte dei dati regionali: Comitato Regionale Lazio, “Stagione 2026 – Attività, progetti e numeri”, confronto tra le stagioni 2025/26 e 2024/25.


















