Settanta club chiedono dati e confronto. Dai Comitati Regionali una risposta identica

La lettera della Lega Promozione Rugby contiene quattro proposte concrete per il rugby di base. Le risposte finora pervenute dai Comitati coincidono parola per parola e replicano a una richiesta mai formulata.

Il 31 agosto la Lega Promozione Rugby ha trasmesso a tutti i Comitati Regionali una lettera sottoscritta da 70 società.

Un documento significativo per il numero dei firmatari e per la capacità di club appartenenti a territori e realtà differenti di avanzare insieme alcune richieste concrete nell’interesse del rugby di base.

La lettera, inviata in vista delle riunioni regionali di inizio stagione 2026/27, individua quattro temi principali: la condivisione dei dati sul movimento; il confronto con le società sull’organizzazione dell’attività e dei campionati regionali; il rilancio della Serie C e la collocazione delle squadre Cadette; l’avvio di un percorso di consultazione sulla Circolare Informativa 2027/28.

Dati completi, leggibili e confrontabili

Sul primo punto la richiesta della Lega è precisa.

Le società chiedono di poter disporre dei dati regionali e provinciali completi, suddivisi per categoria; dei corrispondenti dati nazionali organizzati secondo gli stessi criteri; dell’indicazione esplicita delle definizioni utilizzate per ciascuna grandezza.

La distinzione è sostanziale. “Tesserati” e “praticanti” misurano fenomeni differenti: il possesso di una tessera nel primo caso, l’effettiva presenza nelle liste gara nel secondo.

L’utilizzo alternato di queste grandezze, senza dichiararne con chiarezza il significato e senza renderle confrontabili nel tempo, produce rappresentazioni molto diverse dello stato del movimento.

La lettera chiede inoltre una statistica sull’andamento delle iscrizioni ai campionati regionali e, una volta concluse le iscrizioni, un confronto con le stagioni precedenti. Questi dati permettono di distinguere le difficoltà temporanee dai problemi strutturali e di individuare tempestivamente le possibili soluzioni.

Il confronto deve precedere le decisioni

Il secondo tema riguarda il coinvolgimento delle società nella costruzione dell’attività regionale.

La Lega chiede che il confronto avvenga prima della definizione delle formule dei campionati, dei gironi e dei calendari, quando le osservazioni dei club possono ancora contribuire concretamente alle scelte.

Nel documento vengono indicati alcuni possibili argomenti di lavoro: criteri trasparenti per la composizione dei gironi, calendari che garantiscano un numero adeguato di partite, riconoscimento di formule di gioco alternative, maggiore flessibilità nella gestione degli spostamenti e sviluppo dell’attività femminile.

A questi temi si aggiungono la necessità di rilanciare la Serie C, una riflessione sulla presenza delle squadre Cadette e la richiesta di aprire per tempo la consultazione sulla Circolare Informativa 2027/28, affrontando questioni come obbligatorietà, vincolo, tutoraggi, impiantistica, minirugby e attività femminile.

Sono proposte precise, sulle quali i Comitati Regionali erano chiamati a esprimersi nel merito.

Comitati diversi, lo stesso testo

Le risposte sono arrivate con una rapidità insolita.

Quelle finora pervenute coincidono parola per parola: è accaduto, per esempio, con Lazio, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. Sono soltanto alcuni dei Comitati che hanno risposto e altre comunicazioni potranno aggiungersi. In ogni caso cambiano esclusivamente l’intestazione, il riferimento territoriale e la firma del Presidente.

La coincidenza non riguarda soltanto i contenuti: è letterale e rende evidente l’esistenza di un testo comune predisposto a monte.

Un fatto che solleva interrogativi concreti sull’autonomia con cui i singoli organismi territoriali hanno esaminato le proposte e sullo spazio effettivamente riconosciuto alle specificità delle rispettive regioni.

Tutte le risposte affermano che i dati saranno presentati nelle imminenti riunioni di inizio stagione e considerano “inopportuno anticiparli esclusivamente ai club sottoscrittori della richiesta”.

La lettera della Lega contiene però una richiesta diversa.

Il documento precisa che i dati vengono richiesti “nell’interesse di tutte le società” e propone che nelle riunioni di inizio stagione venga inserito un punto specifico all’ordine del giorno dedicato ai dati sul movimento e all’organizzazione dell’attività regionale.

Le risposte attribuiscono quindi alla Lega la richiesta di un’anticipazione riservata ai firmatari e lasciano senza risposta la questione centrale: i dati completi saranno messi effettivamente a disposizione di tutti i club?

Una presentazione non è condivisione

Vedere alcune slide durante una riunione non equivale a disporre dei dati.

Una presentazione mostra una selezione di numeri già organizzata da chi la propone. La condivisione permette invece alle società di consultarli con il tempo necessario, confrontarli con quelli delle stagioni precedenti, verificarne le definizioni e sviluppare proprie analisi.

Il punto è rendere disponibili a tutti i club dati completi, documentati e utilizzabili anche dopo la presentazione.

È questa la differenza tra comunicare un numero e praticare la trasparenza.

Le richieste restano sul tavolo

L’identità letterale delle risposte provenienti da Comitati differenti non può essere considerata un dettaglio.

Le richieste formulate dalle 70 società restano sul tavolo: dati regionali, provinciali e nazionali completi; definizioni omogenee; serie storiche confrontabili; informazioni sull’andamento delle iscrizioni; coinvolgimento dei club prima della definizione dell’attività; consultazione preventiva sulle decisioni che riguardano il futuro del rugby di base.

Per questa ragione pubblichiamo integralmente la lettera sottoscritta dalle 70 società e alcune delle risposte ricevute. Ogni club potrà leggerle, confrontarle e formarsi direttamente la propria opinione.

La trasparenza richiede dati accessibili. La partecipazione richiede un confronto prima delle decisioni. L’autonomia dei territori richiede risposte costruite sulle rispettive realtà.