Trasparenza e dati per il futuro del rugby italiano

La Lega Promozione Rugby prende atto con favore del recente comunicato della FIR, che riporta 65.114 praticanti per la stagione 2025/26 rispetto a 64.414 per la stagione 2024/25 (circa +1%), e non ha motivo di mettere in dubbio la bontà del dato. Saremmo anzi lieti se fosse confermato il trend di crescita del movimento.

Tuttavia, proprio perché riconosciamo la serietà delle cifre comunicate, riteniamo necessario richiamare l’attenzione su una discrepanza significativa emersa nei materiali statistici precedenti, tutti provenienti dalla medesima fonte FIR. In un report diffuso nei mesi scorsi il numero dei praticanti per la stagione 2023/24 era indicato in 45.574. Se il dato 2024/25 fosse effettivamente 64.414, ciò implicherebbe un incremento di quasi 19.000 praticanti (+ oltre 40%) in un solo anno: un’oscillazione tanto marcata da richiedere spiegazioni su possibili cambi di metodo, diverse definizioni di tesseramento o su eventuali correzioni dei dati.

Riteniamo utile ricordare inoltre la cronologia delle comunicazioni che ha portato questi numeri alla nostra attenzione. Ad agosto 2025, su richiesta di un consigliere federale, fu chiesto a un presidente di club di sollecitare i dati presso tutti i Comitati Regionali: l’azione non ebbe seguito. Su ulteriore sollecito il consigliere ci inviò un file il 6 febbraio 2026 chiedendo di non diffonderlo in attesa di un aggiornamento entro un mese, aggiornamento che non è mai arrivato. Dopo ulteriori richieste non abbiamo ricevuto riscontro, e abbiamo proceduto all’analisi dei dati disponibili.

Alla luce di quanto sopra, ribadiamo la nostra richiesta, già avanzata da mesi, che la FIR pubblichi con regolarità e completezza tabelle annuali e storiche contenenti almeno:

  • Praticanti totali per stagione;
  • Praticanti suddivisi per categoria d’età;
  • Praticanti maschili e femminili;
  • Descrizione dettagliata dei criteri e delle modalità di rilevazione adottati per ciascuna stagione.

Solo dati coerenti e confrontabili permettono analisi affidabili, la valutazione dell’efficacia delle politiche di sviluppo e la pianificazione di interventi mirati sul territorio. È peraltro sorprendente che, malgrado molte dichiarazioni pubbliche a favore della trasparenza da parte di alcuni consiglieri, l’accesso a questi dati sia rimasto finora limitato.

Vogliamo sottolineare che questo appello non nasce da spirito polemico: rispettiamo e apprezziamo la FIR e il lavoro dei suoi rappresentanti. Chiediamo semplicemente che, quando si comunicano numeri così rilevanti, siano rese disponibili anche le serie storiche e le definizioni metodologiche che ne permettono la verifica. Continueremo a sollecitare questa trasparenza perché crediamo che più dati significhino migliori decisioni e una crescita più solida del rugby italiano.